Desclaimer
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Il coaching è una metodologia di sviluppo personale nella quale una persona (detta coach) supporta un cliente (detto coachee) nel raggiungere uno specifico obiettivo personale, professionale o sportivo. Un coach fornisce uno specifico supporto verso l’acquisizione di un più alto grado di consapevolezza, responsabilità, scelta, fiducia ed autonomia.
IL COACHING È DI FATTO UNA DISCIPLINA PSICOLOGICA e come tale dovrebbe essere esercitata ESCLUSIVAMENTE da persone che hanno conseguito TITOLI E COMPETENZE CERTIFICATE NELLE SCIENZE PSICOLOGICHE.
Purtroppo ad oggi la normativa italiana non regolamenta la professione del Mental Coach, non prevedendo alcun albo professionale che ne attesti titoli e competenze necessarie per poter esercitare una professione così delicata.
Per intenderci ad oggi chiunque (ad esempio un geometra, una commessa, una laureata in scienze politiche, un mi piegato di banca etc. etc…) può svegliarsi al mattino e, senza alcun titolo o competenza certificata nell’ambito delle scienze psicologiche, conseguendo attestazioni prive di alcun riconoscimento legale rilasciate da una qualsiasi società privata, decide di professarsi “Mental Coach”, con il potenziale pericolo di dannose conseguenze psichiche per l’ignaro cliente che incappi in un simile individuo.
Talvolta queste persone (o organizzate in associazioni) “vantano” l’iscrizione ad Enti o Società iscritte presso il Ministero dello Sviluppo Economico (si noti bene, non presso il Ministero della salute); si tratta in realtà di una semplice iscrizione ad un registro delle imprese di categoria, ovvero ATTIVITA’ PROFESSIONALI ED ECONOMICHE CHE NON RICHIEDONO ALCUNA REGOLAMENTAZIONE DEONTOLOGICA (al contrario di quanto accade con Psicologi, Medici, Ingegneri, Avvocati etc…attività che richiedono lauree specialistiche, tirocini, superamento dell’Esame di Stato ed iscrizione presso lo specifico Albo Professionale con relativa stretta osservanza dei rispettivi Codici Deontologici): il Ministero dell’economia in primis esplicita che si tratta esclusivamente di un registro di associazioni di categoria, ed IMPONE A TALI ASSOCIAZIONE DI SPECIFICARE NEL PROPRIO STATUTO che: “Su richiesta del Ministero dello Sviluppo Economico, si precisa che la suddetta attività pro- fessionale non rientra tra quelle relative alla professione di psicologo ai sensi dell’art. 1 della legge 18 febbraio 1989, n. 56, e che i professionisti iscritti all’associazione si impegnano a non svolgere tali attività, salvo che siano dotati del relativo titolo professionale ed iscritti all’Ordine degli psicologi”.
Per intenderci, le associazioni di Coaching condividono questo registro con l’Associazione Italiana Amministratori di Condominio e con l’Associazione Nazionale Professionisti Decoratori di Torte.
Risulta quindi più che opportuno richiedere a chiunque si professi Mental Coach il proprio percorso formativo negli studi e nelle specializzazioni, verificando il valore legale dei titoli conseguiti, e conseguentemente lo spessore etico e professionale dell’individuo.